Quanto deve un data center da 500 MW al suo fornitore in un mese in cui preleva poca energia? Circa 22 milioni di US$ come bolletta minima, secondo la stima della stessa Xcel Energy per la tariffa proposta in Colorado. La Colorado Public Utilities Commission ha aperto il 21 ottobre le udienze istruttorie su questa tariffa per grandi carichi, previste su più giorni, riferisce The Colorado Sun.
Le condizioni sul tavolo
Xcel, il maggiore fornitore di elettricità dello Stato con 1,6 milioni di clienti, ha depositato la tariffa il 2 aprile, dopo che la commissione le aveva chiesto di proteggere i clienti esistenti dai costi dei data center. Si applica ai nuovi clienti e agli ampliamenti significativi da 50 MW in su; anche i nuovi clienti tra 20 e 50 MW possono rientrarvi.
- Un contributo di 120.000 US$ per gli studi del fornitore.
- Il data center paga linee di trasmissione, sottostazioni, potenziamenti della connessione e nuova generazione realizzati per servirlo.
- Un contratto di 15 anni con pagamento di almeno l’80 % dell’energia prevista e bollette minime mensili.
- Garanzie finanziarie, per esempio 60 mesi di bollette minime; chi esce in anticipo paga le bollette restanti.
Lo staff della commissione vuole contratti di 20 anni, la Data Center Coalition ne ha proposti dieci. Xcel prevede di aver bisogno di 2 GW di capacità di generazione per i data center entro il 2030, a fronte di poco più di 7 GW di capacità totale oggi.
Una corsia veloce che divide
Lo scontro più acceso riguarda una seconda strada, prima chiamata «speed to market» e ora «custom contracts»: contratti riservati negoziati tra Xcel e uno sviluppatore, senza alcune tutele della tariffa, con esame della commissione entro 120 giorni. Xcel sostiene che i grandi clienti hanno bisogno di questa flessibilità commerciale e che le condizioni essenziali su costi e rischi resterebbero. Il garante dei consumatori dello Stato, Joe Pereira, ritiene che la finestra breve e la riservatezza lascino poco spazio a una verifica reale. Il Colorado Energy Office vuole escludere dai custom contracts la generazione a gas, salvo che prevedano un percorso a zero emissioni come la cattura del carbonio; Xcel giudica estremamente improbabile uno scenario basato soprattutto sul gas.
Fuori dall’aula, otto città e contee hanno adottato o stanno valutando moratorie o tetti per i data center, e il 15 ottobre è arrivata alla commissione una petizione con quasi 5.000 firme. Lo schema è noto dall’Est, dove all’inizio del mese la FERC ha respinto il piano di PJM che prevedeva il distacco prioritario.
Letto dal lato dei gruppi elettrogeni
Una tariffa così parla di costi di rete, ma sposta anche il lato emergenza. Uno sviluppatore che si impegna per quindici o vent’anni di bollette minime vorrà date di messa in tensione fissate presto, e un custom contract da 120 giorni piace proprio perché promette una data più vicina. Quando le sale vengono alimentate per fasi, la flotta di gruppi elettrogeni di solito segue le stesse fasi, e così la sua autorizzazione alle emissioni.
Una domanda da fare subito agli sviluppatori in Colorado: se la connessione alla rete slitta ma le sale sono pronte, qualcuno conta sui gruppi di emergenza per portare il carico nel frattempo? È prima di tutto una questione di autorizzazioni e combustibile, solo dopo una questione elettrica.
Fonti: The Colorado Sun, Xcel Energy