Negli Stati Uniti gli sviluppatori di data center hanno perso quasi tutte le votazioni locali del 3 novembre. Route Fifty, sulla base dei risultati provvisori raccolti da datacentersontheballot.com, conta oltre 40 quesiti locali in 10 stati, e gli oppositori dei data center li hanno vinti quasi tutti. Capital B News ne conta quasi 40 e riferisce che, sommando tutti i quesiti, il 77 % degli elettori ha votato contro lo sviluppo di data center. L'unico risultato favorevole al settore è arrivato da Harwood, nel North Dakota.
Divieti, urbanistica e una soglia di 10 MW
I quesiti non erano tutti dello stesso tipo. Monterey Park, in California, ha votato a larga maggioranza il divieto permanente dei data center, secondo Route Fifty il primo voto di questo genere nel paese, e la vicina Alhambra si avviava verso un divieto su tutto il territorio comunale. Altri riguardavano questioni urbanistiche, modifiche dello statuto comunale, l'approvazione degli elettori per grandi distretti di finanziamento fiscale (tax increment financing) o voti consultivi che non vincolano gli amministratori locali.
L'Ohio ne aveva il maggior numero, con quasi 20 tra paesi, città e contee al voto, e gli oppositori li hanno vinti tutti. Un'iniziativa a livello statale punta a portare al voto un divieto costituzionale per i nuovi data center, forse nel 2027. A Perry, in Ohio, gli elettori hanno posto condizioni finanziarie e operative agli hyperscaler che chiedono agevolazioni fiscali, riferisce Semafor. A Emporia, in Kansas, poco più del 60 % ha approvato il divieto dei «data center ad alto impatto», definiti da un carico elettrico di picco superiore a 10 MW o da un prelievo idrico giornaliero oltre 100.000 galloni. Edgewater, in Florida, ha inserito un divieto nello statuto cittadino, e a Joliet, in Illinois, quasi l'80 % ha sostenuto le restrizioni.
A Harwood circa tre quarti dei 430 votanti hanno respinto una modifica dello statuto che avrebbe imposto una verifica indipendente e un'udienza pubblica prima dell'approvazione di grandi progetti industriali, data center compresi. Altre votazioni sono previste il mese prossimo in Arkansas e North Dakota.
Che cosa preoccupava gli elettori
Gli articoli citano le bollette elettriche, l'approvvigionamento idrico, l'inquinamento atmosferico e la scarsa trasparenza degli accordi tra amministrazioni locali e sviluppatori, alcuni coperti da accordi di riservatezza. Semafor aggiunge che banche e gestori patrimoniali che finanziano lo sviluppo iniziano a trattare l'opposizione locale come un rischio di credito, e che gli hyperscaler stanno assumendo referenti per le comunità.
Anche il parco gruppi elettrogeni va al voto
Nessuno degli articoli mette i gruppi elettrogeni tra i temi del contendere. Chi però ha assistito a una seduta della commissione urbanistica sa dove vanno le domande dopo l'acqua e le bollette: quanti gruppi diesel, ogni quanto girano in prova, a che ora del giorno e con quale rumore al confine del lotto. La definizione di Emporia colpisce perché conta il carico e l'acqua, non la superficie. I progetti che andranno avanti in comuni come questi avranno bisogno di una pratica autorizzativa che risponda a queste domande prima che vengano poste, con il programma delle prove, il post-trattamento dei gas di scarico e il rumore al confine spiegati in termini semplici.
Fonti: Route Fifty, Capital B News, Semafor